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Sopracciglia: belle e curate in poche e semplici mosse

La moda le vuole ben disegnate e dalle proporzioni calibrate al viso: qui i suggerimenti per una sessione beauty fai-da-te.

Incorniciano gli occhi ed regalano equilibrio al volto: le sopracciglia sono ormai sotto i riflettori e sono diventate un elemento di bellezza di primissimo piano. Ecco qualche piccolo trucco per avere le sopracciglia belle e in ordine come farebbe l’estetista!

Adesso abbiamo (ri)scoperto che le sopracciglia ben disegnate, con proporzioni calibrate al volto, fanno la differenza. Nei social impazzano i tutorial e le ragazze ormai non ne possono fare più a meno… una vera addiction, insomma! Proviamo quindi a fare un po’ di chiarezza sui basic per avere delle sopracciglia bellissime (e sentirci un po’ come le star!)

Attrezzati: Per iniziare, occorrono ovviamente specchio, pinzetta e spazzolino per sopracciglia. Prima di tutto, occorre pettinare l’arco verso l’alto e ciò esce dal disegno, sia sopra che sotto, va tolto così da avere un arco deciso e pulito. Per facilitare lo sfoltimento, meglio eseguire l’operazione dopo un bagno caldo che dilata i pori, ricordiamoci sempre di strappare un pelo per volta e nella direzione di crescita. Se il dolore è insopportabile un cubetto di ghiaccio sarà sufficiente ad anestetizzare la parte da depilare.

Modella: La pinzetta è un’alleata e va utilizzata con attenzione: non pensate che si tratti del napalm nella foresta vietnamita! Ciò che conta è eliminare qualche peletto nella parte finale del sopracciglio al fine di creare un leggero rialzo che renda più aperto lo sguardo e più espressivo il volto. Il segreto per avere sopracciglia perfette è disegnarle senza modificare la loro forma naturale e per farlo, l’importante è seguire l’osso facciale dell’orbita dell’occhio.

Focalizza: Non sempre quel che sta bene alle modelle si adatta anche al nostro viso: focalizziamoci dunque sulla forma del nostro volto per intervenire con armonia. No agli archi spigolosi, che restituiscono un’espressione accigliata e induriscono il volto, ma anche alle sopracciglia troppo folte, che appesantiscono lo sguardo, così come a quelle troppo sottili, che invecchiano. Assolutamente da evitare le “sopracciglia piangenti”, cioè quelle all’ingiù perché intristiscono, e quelle molto arcuate che ci fanno sembrare un po’ spiritate e danno un’aria inquietante.
Va sempre tenuta ben pulita la parte tra le due radici, per dare apertura allo sguardo. Attenzione però a non distanziare troppo le sopracciglia: il rischio è di mettere in evidenza il naso e dare un aspetto innaturale al viso.

Trucca: Per riempire i vuoti dopo l’opera della pinzetta si può lavorare con la matita, che deve essere quella per sopracciglia, dura al punto giusto per non colare. La parola d’ordine in questo caso è “naturale” quindi attenzione alla scelta del colore (il nero va evitato come la peste perché dà un effetto artificiale). I colori? Eccoli: marrone per le brune, nocciola per le castane, miele per le bionde e rosse, ma anche grigio per chi è biondo cenere o ha i capelli bianchi.

Impara: Ancora qualche dubbio? In questo caso, niente di meglio che copiare: se la prima volta andiamo dall’estetista stiamo attente e cerchiamo di capire come procede: dopo, rifarlo a casa, sarà un gioco da ragazzi… o quasi!

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Fragole: frutto salutistico, ma attenzione all’acquisto

La fragola è un vero e proprio capolavoro della natura grazie al suo speciale profumo, sapore e colore. Diversamente da quanto si possa pensare, la fragola è un falso frutto perché ciò che noi mangiamo è in realtà il ricettacolo del fiore che cresce fino a diventare la parte rossa che possiede una consistenza carnosa, quindi rappresenta un contenitore dei veri frutti detti acheni, ovvero i piccoli granelli posizionati sulla superficie che, a loro volta, racchiudono un piccolissimo seme.

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Proprietà nutrizionali

La ricchezza in vitamina C, di sali minerali (calcio, ferro, fosforo e potassio), di antiossidanti (tannini e flavonoidi), di fibre e di acqua fanno della fragola un frutto speciale, adatto anche per coloro che stanno a dieta. Il sapore leggermente acidulo è dovuto alla presenza di diversi acidi tra i quali l’acido salicilico che ricordiamo essere il principio attivo di diversi farmaci. Grazie proprio alla ricchezza in acidi, la fragola può essere mangiata tranquillamente da chi soffre di iperuricemia e gotta. Diverse ricerche stanno vagliando l’ipotesi che questo frutto possa avere delle proprietà antitumorali grazie alla presenza di flavonoidi, i quali sono dei importanti antiossidanti capaci di ridurre il rischio di patologie cardiovascolari in quanto inibiscono l’ossidazione del colesterolo LDL, favoriscono la stabilità della placca ateromatosa, migliorano la struttura della parete dei vasi sanguigni contribuendo così anche a ridurre il rischio di trombosi. Per la presenza però dei semi, le fragole non sono indicate per coloro i quali soffrono di diverticolite, ulcere e colite. Spesso nei soggetti più sensibili, le fragole possono causare eruzioni cutanee (ponfi, eritemi) probabilmente per la presenza di aminoacidi liberi che vengono trasformati a sua volta in ammine. Per questo motivo il consumo di fragole viene sconsigliato nella prima infanzia e nei soggetti che presentano deficit immunitari.
Proprietà terapeutiche
Non solo la polpa, ma anche radici e foglie possono essere usate per risolvere alcuni piccoli problemi:
Le foglie hanno proprietà sia astringenti che diuretiche: possono essere infatti usate per la preparazione di tisane ed infusi. Se invece vengono pestate in modo da ridurle in poltiglia e applicate su ulcere o scottature solari, possono aiutarci a risolvere in modo naturale questi problemi perché capaci di dare degli ottimi risultati. Le foglie possono essere usate anche per insaporire la carne.
Le radici, se masticate, ci aiutano a preservare la salute delle gengive. Sono anche utili per la preparazione di decotti usati per fare dei gargarismi in caso di infezioni a livello della mucosa orale e della faringe. Per la preparazione del decotto sono necessari circa 1,5 gr di radici per una tazza di acqua.
La polpa, ridotta in poltiglia e lasciata sul viso per circa 15 minuti, è utile nel caso di pelle ruvida; inoltre, svolge un’azione antinfiammatoria, schiarente ed emolliente. Questa applicazione è però sconsigliata per i soggetti che soffrono di couperose.

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Menu per dimagrire senza dover patire la fame

imagesFino a che punto giova alla linea ridurre grassi e carboidrati e accontentarsi di porzioni ridotte e di pietanze scondite? Così facendo il metabolismo si blocca. Ecco come mantenerlo attivo con gusto.

Negli ultimi decenni, l’evoluzione tecnologica ha ridotto drasticamente il nostro fabbisogno di energia e dunque di calorie, sia per muoverci sia per mantenere caldo il corpo. Di questa energia,  fornitaci dai carboidrati e dai grassi  oggi ne serve molta meno rispetto a 30-40 anni fa,
Bisogna poi tener conto della riduzione del metabolismo a partire dai 25 anni. Questo significa che, a parità di attività fisica svolta, i consumi energetici si riducono gradualmente. Per comprendere le conseguenze che “peseranno” su una persona che non percepisce la graduale riduzione nel tempo del suo fabbisogno energetico è sufficiente ricordare che per ogni 100 calorie assunte quotidianamente in più rispetto alle necessità, il peso aumenta di 100 grammi la settimana e di 5 chili all’anno.

Troppe proteine ingrassano!
Il fabbisogno di carboidrati (in particolare di zucchero bianco e farine raffinate) e grassi (soprattutto animali, come il burro) in una donna di 40 anni non deve quindi essere eccessivo. Questo però non significa che si debba esagerare con gli alimenti proteici che vanno apportati nella giusta quantità (circa un grammo per ogni chilogrammo di peso ideale). Sarebbe utile a questo proposito tenere a disposizione delle tabelle con la composizione degli alimenti, per conoscere con precisione il contenuto proteico dei vari cibi. Un eccesso di proteine, infatti, può tradursi in iperuricemia, iperazotemia e in un affaticamento renale che provoca ristagni e rallentamenti metabolici.

Ecco il menu per dimagrire senza dover patire la fame

La strategia per evitare la percezione di vuoto gastrico provocato dall’assenza di pane e pasta condita, sta nella quotidiana assunzione di generose quantità di ortaggi di stagione (anche un chilo al giorno) e di frutta fresca (200-300 g al giorno). Ortaggi e frutta, oltre a garantire sazietà con poche calorie (mediamente 20 kcal per etto gli ortaggi; 40-50 kcal per 100 g di frutta) rispetto alle 340-350 di 100 g di cereali (pasta, riso, orzo ecc.) abbassano l’indice glicemico dei carboidrati grazie al loro contenuto di fibre e favoriscono la depurazione per l’apporto di antiossidanti, acqua, fibra e potassio. Analogamente la frutta offre infinite possibilità di preparare voluminosi dessert, sani, gradevoli, ipocalorici.

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La dieta dello zenzero, il nuovo trend non convince gli esperti: ecco perché

Dimagrire-con-lo-zenzero_o_su_horizontal_fixedL’ultima moda in fatto di diete è lo zenzero. La spezia sembra curare tutti i mali, dal sovrappeso alla pesantezza. Sempre più spesso lo zenzero viene utilizzato nelle nostre cucine: fresco o essiccato per insaporire il cibo, come tisana o decotto.   La spezia, oltre al sapore piccante, vanta infatti anche innumerevoli proprietà curative e benefiche. Insomma, quasi un toccasana per la salute. Sarà vero? Non tutti ne sono convinti. In particolare gli esperti (dietisti e nutrizionisti) che sembrano nutrire forti dubbi circa i benefici della cosiddetta ‘Dieta dello Zenzero’.

Nulla da dire su determinate proprietà benefiche della pianta. La radice speziata dello zenzero, pianta erbacea delle Zingiberaceae (la stessa famiglia del Cardamomo) originaria dell’Estremo Oriente, vanta infatti proprietà antiossidanti drenanti e analgesiche. Il problema? Mancano ancora prove scientifiche che ne attestino i benefici dopo un utilizzo frequente.  Secondo il nutrizionista Pietro Migliaccio, presidente della Società italiana di scienza dell’alimentazione (Sisa), lo zenzero “servirebbe a variare un regime alimentare puntando su una variazione di sapori”. E riguardo al basso apporto calorico della radice, il nutrizionista sottolinea come in realtà “si usi una così piccola quantità di questa spezia all’interno delle ricette alimentari da renderne irrilevante il consumo”. E le proprietà antiossidanti?  “Lo zenzero – continua l’esperto – ha capacità antiossidanti come altri cibi, né più e né meno”. Non ci sarebbero infine, neanche particolari controindicazioni per chi volesse introdurlo all’interno della propria dieta alimentare. “L’uso dello zenzero – conclude Migliaccio – è controindicato solo nei casi di gastriti e ulcere, ma non per chi soffre di problemi cardiovascolari”.  A ridimensionare gli effetti ‘miracolosi’ di un’alimentazione ricca di zenzero è anche Michele Carruba, direttore del centro di ricerca e studio sull’obesità dell’università di Milano: “Non si può parlare propriamente di effetti depurativi della radice in termini medici”.

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