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Ciglia: quante ne sai sulle extension?

Realizzate in fibre sintetiche, le extensions delle ciglia sono del tutto simili alle ciglia vere. Si applicano in base alla forma dell’occhio per valorizzarlo al meglio e regalano un effetto super naturale perché si adattano completamente al nostro occhio camuffandosi alla perfezione. Se vogliamo avere occhi ammaliatori a cui nemmeno le sirene possono ambire, non ci resta che rivolgerci alle mani esperte dei professionisti e dedicare un paio d’ore del nostro tempo per un trattamento a prova di … sguardo!

Ciglia: quante ne sai sulle extension?

Poco tempo? Restie al trucco pesante e comunque votate al nude look? Desiderose di avere ciglia folte come mai le avete sognate?
Bene, qui c’è bell’e pronta la soluzione: le extension delle ciglia. Lunghe e folte, rendono il nostro sguardo seducente per ogni battito di palpebre e sono quanto di meglio potremmo desiderare per stregare chi ci sta intorno.
Se abbiamo bisogno dell’aiutino del mascara per dare profondità e volume al nostro sguardo, possiamo ricorrere alle extension, che si applicano sulle nostre ciglia e che come per magia ci faranno avere gli occhi da cerbiatta con un effetto incredibilmente naturale.

Praticamente uguali: le extension sono realizzate in fibre sintetiche e sono praticamente identiche alle ciglia vere per forma e leggerezza. Sono impermeabili e la lunghezza varia proprio per imitare l’effetto naturale e adattarsi all’occhio in modo credibile.

Occhio alla forma: già, la forma dell’occhio è importantissima. Le extension si applicano in modo da valorizzare proprio la nostra forma. A seconda che si voglia allungare lo sguardo o aprirlo maggiormente, piuttosto che l’allungamento o l’infoltimento: questa applicazione è estremamente versatile e asseconda i gusti di ciascuna.

Prenditi il tuo tempo: siamo sempre di fretta, ma almeno una volta ogni tanto evitiamo di tenere sotto controllo telefono e orologio. Il trattamento va eseguito con calma, stese sul lettino e con gli occhi chiusi. L’applicazione di maschere antiage a forma di patch adesivi sarà un ottimo rimedio per creare un’atmosfera rilassante che ci faccia distendere le palpebre (e le rughe!)

Precisione alle stelle: l’applicazione delle extension va fatta con precisione millimetrica, perché vengono applicate una ad una e incollate sopra le proprie ciglia. Pensare che per ogni occhio possono rendersi necessarie fino a 80-100 estensioni. Bisogna stare molto attente a che la colla non venga a contatto né della pelle della palpebra né della mucosa dell’occhio.

Problemi? Nessuno! contrariamente a quanto accade nell’applicazione delle ciglia a ciuffetti con colla semipermanente, la fibra delle extension viene applicata sulla parte cheratinizzata del pelo e non ne interrompe il ciclo vitale; inoltre vengono fissate con una colla speciale semipermanente che non irrita gli occhi e non danneggia le ciglia naturali. Perfetto, no?

Istruzioni per l’uso: un po’ di attenzione va dedicata alle nostre favolose ciglia dopo l’applicazione. Innanzitutto per le prime 24 ore dal trattamento è meglio che le ciglia non entrino in contatto con l’acqua per dare alla colla il tempo di stabilizzarsi e aderire completamente. Anche per quanto attiene il make up, val la pena di aspettare un giorno prima di farci belle (ma tanto adesso lo saremo a prescindere!), evitiamo di stropicciare gli occhi e, quando ricominceremo a truccarci, se proprio non volgiamo rinunciare al mascara, rimuoviamo il make up utilizzando un detergente non oleoso, possibilmente l’ acqua micellare.

Per molto, ma non per sempre: quanto durano le extension? Circa quattro settimane, ovvero tanto quanto la vita delle ciglia naturali sulle quali sono applicate, dopodiché un ritocco si renderà necessario per mantenere uno sguardo magnetico e ammaliante. Quindi, mettiamo subito da parte il budget prima di accorgerci che il portafoglio sia vuoto: piangere sul latte versato sarà inutile e … dannoso per le nostre extension!

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Cellulite, ne soffrono 20 milioni di italiane: adesso arriva l’arma per batterla

La prova costume si avvicina e molte sonne sono già entrare in “crisi” per l’imminente problema della cellulite. Un problema estetico che, in realtà, nasce da un disturbo del connettivo, diffuso ma anche percepito in maniera amplificata dalla popolazione femminile. “Da sempre tutte le donne pensano di averla, anche perché la maggioranza chiama cellulite tutto quello che non ama delle proprie gambe”, ha detto il presidente della Società italiana di medicina estetica (Sime) Em anuele Bartoletti, all’apertura del congresso della società, oggi a Roma, annunciando novità sul tema: dalle speranze legate alle cellule staminali ai nuovi macchinari, dalla dieta agli sport più adeguati, il nuoto in primis.

 

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“Quest’anno – ha detto Bartoletti – finalmente presenteremo sulla cellulite i risultati di una serie di ricerche e studi molto approfonditi: finalmente riusciremo a fare un punto preciso, e riusciremo a trarre considerazioni scientifiche importanti sull’inquadramento di questa patologia molto comune, ma su cui ancora non c’è una convergenza di opinione sia da un punto di vista di origine clinica che dal punto di vista del trattamento. Che è la cosa più importante”. Tra i rimedi efficaci c’è l’attività fisica. Uno studio presentato al congresso suggerisce che per le donne con cellulite e non in sovrappeso è indicata una blanda attività aerobica – camminata di quaranta minuti al giorno, la corsa ad una velocità non maggiore di sei minuti al chilometro – ma lo sport più indicato e completo per la cellulite è il nuoto.

Stile libero, dorso, delfino aiutano ad esercitare un massaggio vigoroso e costante sulle zone in cui si manifesta più spesso la cellulite, senza notevoli sforzi perché il corpo è rilassato durante il galleggiamento in acqua. Il massaggio esercitato dall’acqua contribuisce a ridurre il senso di accumulo edematoso delle zone affette da cellulite, migliora il microcircolo contribuendo a sfiammare i tessuti. Inoltre il nuoto è una disciplina sportiva che porta al consumo di almeno 700 calorie per ora di attività fisica. Quindi è indicato anche nel caso di sovrappeso come coadiuvante di una dieta a ridotto apporto calorico.  Per quanto riguarda i macchinari l’ultima novità, che sarà presentata a Roma, è la lipoemulsione: una tecnica ad ultrasuoni freddi (Cellublunt) che prevede l’utilizzo di una sottilissima sonda. Funziona attraverso un’azione a ventaglio della durata di poche decine di secondi che ‘rompe e riallinea’ e che può essere eseguita in una sola seduta a livello ambulatoriale.  Un nuovo device, appena distribuito in Europa ha invece ottimizzato e standardizzato il principio già conosciuto della sub-incisione o della incisione chirurgica sotto dermica. Si tratta di uno strumento indicato in particolare per il trattamento dei glutei e delle cosce, che permette un miglioramento in grado di persistere , secondo i dati, a due anni nel 96% dei pazienti trattati.  Novità anche sul piano della ricerca. Ancora oggi la cellulite, nonostante un evidente progresso delle conoscenze, rimane un mistero per quanto riguarda le cause. Una delle più recenti teorie, tira in ballo le cellule staminali. Questo perché il disturbo è caratterizzato da una elevatissima concentrazione di cellule staminali pluripotenti. Sempre maggiori evidenze, lasciano pensare che si tratti di una patologia di queste cellule, da qui le ipotesi e la speranza che le staminali possano diventare il target di trattamento di questa condizione. Un’altra strada che si sta percorrendo è quella legata alla teoria che si tratti di patologica cronica infiammatoria del tessuto adiposo femminile, da trattare attraverso integratori anti-ossidanti.  Sempre in tema di ricerca una delle novità riguarda la classificazione della cosiddetta cellulite, da sempre uno dei maggiori problemi della medicina estetica. Uno studio – appena concluso, realizzato utilizzando anche strumenti online- ha analizzato i dati di mille persone, attraverso un complesso test di autovalutazione che raggruppa i vari pazienti in sei schemi clinici di base: lipoedema, fibroedema evolutivo, cellulite ormonale, cellulite interstiziale, cellulite adiposa, cellulite edematosa. I risultati e lo stesso test saranno al centro i un confronto universitari di chirurgia plastica e medici estetici di grande esperienza clinica e di elevato spessore scientifico.

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